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L’influenza e il ruolo dei Gruppi Universitari
Fascisti nella evoluzione politica del
regime e nella nascita di una
mentalità intellettuale afascista o
addirittura antifascista, sono stati
già ampiamente analizzati dalla
storiografia. Tuttavia non sempre si
è approfondito il ruolo della stampa
giovanile universitaria, soprattutto
periferica, nella individuazione dei temi
politici, e dei dibattiti ad essi collegati,
che tra il 1938 e il 1943 hanno trasformato
il consenso al regime in fronda e la fronda
in opposizione.
Un corpus unitario e importante di
stampa "gufina" è stato recentemente
acquisito dalla Fondazione Ugo Spirito,
donatole dall’avv. Mario Cassiano, che
nell’organizzazione nazionale dei GUF ha
operato all’interno dell’Ufficio stampa,
negli ultimi anni del regno. br>
I periodici compresi in questo fondo sono
di notevole interesse, anche se talvolta la
consistenza delle varie testate è
frammentaria.
Tra i periodici più
interessanti e meno noti ricordiamo
"Adriatico universitario" (poi "Adriatico")
di Bari, "l’Appello" di Palermo, "Architrave"
di Bologna, "Il Bò" di Padova,
"Decima Regio" di Trieste, "Eccoci!" di
Cremona, "Intervento" di Sassari,
"IX maggio" di Napoli, "Il Lambello" di
Torino, "Libri e Moschetto" di Roma,
"I Littoriali" di Roma, "La Marcia" di
Modena, "Noi giovani" di Salerno, "Passo
romano" dii Roma, "Pattuglia" di
Forlì, "Posizione" di Novara,
"Rivoluzione" di Firenze, "Roma fascista"
di Roma, "Il Rostro" di Bolzano", "Signum"
di Treviso, "Il Ventuno" di Venezia.
Il fondo periodici è collegato con
un fondo bibliografico, giunto alla
Fondazione contestualmente, di carattere
storico relativo ai volumi di politica
estera editi nell’ultima fase del regime
fascista. Si tratta di studi, italiani e
stranieri, sul "nuovo ordine europeo" e
sulla presenza di partiti e movimenti
parafascisti nell’Europa soprattutto
orientale. Altri volumi riguardano il
problema palestinese, altri la situazione
economica internazionale alla vigilia del
conflitto.
L’interesse di tali volumi, oltre ai motivi
intrinseci dati dall’argomento e dalla loro
rarità bibliografica, risiede nel
fatto che si tratta di copie dei titoli
che periodicamente aggiornavano la
biblioteca centrale dell’Istituto
nazionale fascista di cultura.
La loro conservazione unitaria nel tempo,
consente allo studioso di verificare
l’entità e l’apertura degli
interessi socioeconomici e culturali
e la natura del dibattito politico di
carattere internazionale nei primi anni
Quaranta.
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