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1926
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Diventa segretario di redazione del
"Giornale critico della filosofia italiana" e redattore
della Enciclopedia italiana" per le discipline filosofiche,
giuridiche ed economiche; all’Istituto della Enciclopedia
Italiana è anche segretario di Gentile.
Nella sede dell’Enciclopedia incontra, per la prima volta,
ussolini che già da tempo segue, e continuerà a seguire,
la produzione del filosofo.
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1927-29
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Nel 1927, insieme ad Arnaldo Volpicelli, è fondatore
e direttore del periodico bimestrale "Nuovi studi di diritto,
economia e politica", nella convinzione programmatica che
"lo specialismo scientifico non è atomico particolarismo,
ma distinzione che si ritaglia e si articola nell’unità del
sapere e della vita spirituale".
Questa tesi viene ulteriormente esplicitata da Spirito in
una comunicazione presentata nel maggio del 1929 al VII
Congresso Nazionale di Filosofia, nella quale si giunge
alla formulazione dell’identità di scienza e filosofia,
nel tentativo di ritrovare la vera filosofia nella politica,
nella pedagogia, nel diritto e nell’economia.
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1932-35
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Nel 1932, per dedicarsi più da vicino a questa ricerca,
Spirito abbandona l’insegnamento della Filosofia per quello
dell’Economia politica e corporativa. Successivamente, dal 5
all’8 maggio 1932, sempre nel tentativo di realizzare
l’intrinseca identità di scienza e filosofia, prende parte al
II Convegno di studi sindacali e corporativi di Ferrara, con
una relazione dal titolo Individuo e Stato nell’economia
corporativa.
In tale occasione egli sostiene la famosa tesi della
‘corporazione proprietaria’, che suscita violente polemiche
sia all’estero che in Italia. In realtà, in un’udienza privata
del 25 marzo 1932, Spirito aveva già esposto tale idea allo
stesso Mussolini, che aveva espresso al riguardo la sua piena
approvazione.
Divenute troppo aspre le polemiche per la posizione assunta
da Spirito, Bottai ne chiede le dimissioni dalla cattedra di
Politica ed economia corporativa, ma poi le respinge.
Mussolini, su richiesta di Spirito, lo riceve nuovamente il
13 maggio 1933 e gli esprime ancora una volta il proprio
consenso, reso pubblico con un intervento su
"Il Popolo d’Italia" del 3 ottobre.
In questi anni Spirito dirige, insieme a Giuseppe Bottai e
Arnaldo Volpicelli, la "Collezione di Classici del
Liberalismo e del Socialismo".
Il 16 dicembre 1933 Spirito viene nominato professore
straordinario di Filosofia e Storia della filosofia nel
R. Istituto Superiore di Magistero di Messina. Tuttavia,
mantiene il comando per un posto di professore incaricato
di Politica ed economia corporativa presso la Scuola di
perfezionamento in Scienze Corporative dell’Università di
Pisa per gli anni 1932-1935.
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1935
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La rivista "Nuovi studi" è costretta a cessare le
pubblicazioni.
Spirito partecipa, insieme ad Arnaldo Volpicelli, al concorso per il
Premio della R. Accademia dei Lincei per gli Studi corporativi.
Le sue opere, e quelle dell’amico, non vengono esaminate dalla
Commissione. In via riservata, alcuni membri di quest’ultima gli
comunicano che il premio gli sarebbe stato "assegnato all’unanimità"
se contro di lui non ci fossero stati "insormontabili pregiudizi di
carattere politico"; gli viene quindi consigliato di ritirarsi dal
concorso.
Intanto, su intervento di Cesare De Vecchi viene privato del
comando a Pisa e inviato alla Facoltà di Magistero di Messina
per la quale aveva vinto il concorso.
Sempre nel 1935 è chiamato a far parte della commissione
giudicatrice del Convegno di studi corporativi dei Littoriali
(tema: caratteri generali dell’economia corporativa), di cui fanno
parte anche Arias, Biagi, Landi, Malusardi, Rossoni.
Partecipa, su invito di Gentile, allora presidente dell’Istituto
Nazionale Fascista di Cultura, al Convegno italo-francese di
studi corporativi, occasione di incontro per numerosi esponenti
del sindacalismo italiano ed intellettuali e politici d’oltralpe,
tra i quali E. Mounier.
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