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1936
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Con una comunicazione del 2 dicembre, e con decorrenza
1° dicembre, viene disposto il suo trasferimento alla cattedra
di Filosofia teoretica nella Facoltà di Lettere della
R. Università di Genova, dietro interessamento di Gentile,
ma anche di Schiaffini e Bariè.
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1937
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Pubblica La vita come ricerca, opera che sembrava rompere
tutti i legami precedenti ma che in realtà non era altro che
"una logica derivazione dell’attualismo.
I ponti erano solo apparentemente tagliati". (Giovanni
Gentile, Firenze 1969, p. 234).
Il suo amico Delio Cantimori recensisce il volume nel
"Giornale critico" (5, pp. 356-370).
A questa recensione Gentile premette una nota critica,
definendo il testo esaminato "un libro fondamentalmente
sbagliato; ma [...] altresì assai come documento schiettissimo
e veramente significativo d’uno stato d’animo diffuso tra i
più intelligenti studiosi italiani di filosofia [...].
Stato d’animo in cui la filosofia, idealistica o no, non
entra davvero, se non per minima parte".
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1938
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Da Genova Spirito passa all’Università di Roma,
dove insegna Filosofia alla Facoltà di Magistero.
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1941
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Pubblica La Vita come arte e stende il saggio su La guerra
rivoluzionaria, edito postumo nel 1989 dalla Fondazione
a lui intitolata.
Partecipa a dibattiti e tiene corsi su
"Romanticismo e ordine nuovo".
Prende parte al I Convegno Nazionale di Studi Filosofici
(Roma, 13-14 dicembre) dove si discute la riforma della
Facoltà di Filosofia con l’introduzione, proposta
dall’accademico d’Italia A. Carlini, di una cattedra di
‘Elementi di Teologia’.
Tra gli altri partecipano al Convegno A. Gemelli, A. Guzzo,
L. Stefanini, N. Abbagnano, M.F. Sciacca, A. Banfi,
G. Gentile, E. Castelli, L. Volpicelli, G. Bottai,
G. Bontadini.
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1942
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Partecipa ai convegni organizzati dall’Istituto
Nazionale Fascista di Cultura sui temi "Idea d’Europa"
e "Il piano economico".
Pubblica su "Scuola fascista" (I, 1942, 6, p. 2) l’articolo
'La tecnica della rivoluzione' nel quale sviluppa ulteriormente
le sue tesi sul corporativismo.
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1944-45
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Dopo la morte di Gentile assume compiti di direzione e di
consulenza presso la casa editrice Sansoni, infondendole un
rinnovato impegno e mantenendola ad un alto livello nella
produzione culturale con l’iniziativa di prestigiose collane
ed enciclopedie.
Nella seconda metà del giugno 1944 inizia a Roma il processo
di epurazione contro Spirito, sospeso dalle funzioni di
docente con D.M. 31 luglio 1944 e sottoposto a giudizio.
Il 15 dicembre 1944 egli viene dichiarato non colpevole
dell’addebito di apologia del fascismo e, nonostante il
ricorso dell’Alto Commissario Aggiunto per l’epurazione,
con decisione del 9 maggio 1945 della Commissione centrale
per l’epurazione, il filosofo viene riassunto in servizio
attivo a decorrere dalla data di sospensione iniziale.
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1947
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Assume la direzione della terza serie del "Giornale critico".
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