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1961
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Compie un viaggio in Cina, molto più lungo di quello
in Unione Sovietica. Incontra gli uomini più rappresentativi
del Paese ed ha con Mao un colloquio che lo impressiona
favorevolmente al di là di ogni aspettativa.
Riferendosi nelle Memorie di un incosciente
(Milano 1977, p. 68) ai due viaggi compiuti nel 1956 e nel
1961, Spirito afferma: "Negli occhi di Kruscev e in quelli
di Mao ho visto la luce del vero comunismo. Era il comunismo
trionfante, con la sicurezza del trionfo […].
Quel comunismo fu il solo comunismo che il mondo ha visto,
e che non vedrà mai più. È lo spettacolo di un conquista
assoluta che non potrà più ripetersi. Si tratta di un miliardo
di uomini che hanno creduto alla nascita della verità.
Aver visto quella realtà è uno dei tanto privilegi che
la fortuna mi ha riservato".
(Le impressioni di questi viaggi sono raccolte nel volume
Comunismo cinese e comunismo russo, Firenze 1962).
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1966
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Pubblica Dal mito alla scienza (Firenze 1966), volume in ci offre
una sistemazione più organica della problematica trattata in
Scienza e Filosofia del 1950, e in cui "parve ad un tratto
che il problematicismo potesse fermarsi in una visione scientifica
della realtà […] ma, dopo l'illusione, il ritorno all'antinomia si
rivelò necessario e alla scienza contrappose l'antiscienza"
(Dall'attualismo al problematicismo, Firenze 1976, p. 179).
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1967-68
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Il 12 dicembre il Segretariato pro non credentibus
gli fa pervenire il Messaggio di Sua Santità Paolo VI per
la celebrazione di una 'Giornata della Pace', con una lettera
di accompagnamento in cui il filosofo viene inserito tra
"coloro che non riconoscono la dimensione religiosa dell'esistenza e
della Storia". Spirito reagisce indignato e in una lettera,
datata 8 dicembre, scrive a monsignor Giovanni Benelli,
Sostituto della Segreteria di Stato, rigettando, in quanto
indebita ed illecita intromissione, la qualifica di
"non credente", a suo avviso frutto di
"regole procedurali […] arbitrarie e temerarie", e
precisando che le sue opere "non sono mai state poste
all'Indice".
Il 14 febbraio 1968 monsignor Benelli risponde assicurando
Spirito che la qualifica di non credente
"non è correttamente venuta dal Santo Padre, il quale La
stima e Le vuol bene".
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1969
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È nominato socio nazionale dell'Accademia dei Lincei.
A cinquant'anni da quando per la prima volta aveva assistito
a una lezione di Gentile, pubblica il volume
Giovanni Gentile (Firenze 1968) che raccoglie i suoi
scritti più significativi sul filosofo; in appendice sono
riprodotte le pagine dedicate da Gentile al pensiero e
agli atteggiamenti di Spirito.
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1970-71
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Ripubblica i tre volumi sul corporativismo, stampati
dopo il 1930.
Pubblica, insieme ad Augusto Del Noce, Tramonto o eclissi
dei valori tradizionali? (Milano 1971), e dà alle stampe
Storia della mia ricerca, che riprende la problematica
già trattata in Dal mito alla scienza e rappresenta la
sua autobiografia, filosofica. Si tratta di un volume
autobiografico nel senso che Spirito vi ripercorre lo
svolgimento della propria ricerca
"fin dalla propria giovinezza, mettendo in luce le varie
fasi di un pensiero che non ha avuto la capacità di
acquietarsi in una conclusione. Ma autobiografico anche
in quanto vuole precisare un punto di arrivo al di là di
tutto il processo e tale da illuminarlo nelle sue esigenze
fondamentali" (Storia della mia ricerca, Firenze
1971, Prefazione).
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