Sviluppo Energetico
n. 4-5, luglio-agosto 2006

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IL PREZZO DEL PETROLIO SCENDERA’

(MA DI QUANTO?)

SOMMARIO

Il prezzo del petrolio scenderà (ma di quanto?) (GR)
p. 1[...]



Editoriale

Elio DI CAPRIO
Cabina di regia: emergenza o strategia?

p. 2[...]


PARTE PRIMA

Francesco VENANZI
Dipendenza energetica e competitività internazionale
p. 4[...]



PARTE SECONDA

Attuazione del protocollo di Kyoto. Osservazioni della Assocarboni 3.08.06
p. 10 […]

Eni: petrolio facile e petrolio difficile p. 14[…]

La strategia globale e mondiale di Gazprom (G.R.)
p. 15[...]

Continua l’incognita Ucraina
p. 16[...]

Gazprom: monopolio del gas e chiusura delle reti ai terzi
p. 17[...]

Accordo globale Russia-Algeria per il gas
p. 17[...]

Un cappio energetico al collo dell’Europa e dell’Italia (G.R.)
p. 19 […]

Non è stato pessimista il quadro delineato, alla presentazione dell’edizione 2006 del World Oil & Gas Review, dall’A. D. di Eni, Paolo Scaroni, e dal presidente della Cambridge Energy Research e autore del celebre saggio “The Prize”, Daniel Yergin, all’indomani dell’allarme lanciato dall’ex presidente della Federal Research Usa, Alan Greenspan, sull’attuale vulnerabilità dei prezzi e dall’incontro a Bruxelles in cui Opec e Unione Europea hanno concordato più rassicuranti accordi per la sicurezza nelle forniture.

 

In sintesi il quadro è il seguente: le riserve di greggio e gas sono in crescita (+1,2 e +2,1%) e i prezzi del petrolio non rimarranno alti per sempre – già dall’anno prossimo dovrebbero anzi cominciare a scendere – anche se i mercati sono oggi caratterizzati da forti tensioni per effetto di conflitti locali e internazionali e del

 

 
 “neonazionalismo” delle risorse, oltre che del crescente squilibrio tra disponibilità di greggio pesante e domanda di prodotti leggeri e della

necessità di nuovi investimenti che i prezzi alti contribuiscono però a stimolare.

 

Yergin, nella sua relazione, ha evidenziato alcuni fattori chiave dell’attuale “ansia da approvvigionamento”:

A)     uno “shock della domanda”,  determinato, anzitutto, dall’ingresso dei nuovi grandi consumatori come Cina e India;

B)      uno “shock delle forniture” dovuto a fattori come i sabotaggi in Nigeria; l’uragano Katrina; la guerra in Iraq, a cui va aggiunto il nuovo nazionalismo delle risorse di Venezuela, Bolivia e Iran.

Insomma una serie di atteggiamenti che si fondano però sull’errata convinzione che gli alti prezzi di oggi “dureranno per sempre”, mentre la loro natura ciclica, sostiene Yergin, li porterà a scendere di nuovo.

 

Un punto, poi, da tenere presente, ha aggiunto Yergin, è il grado di conversione della raffinazione europea, che è ancora solo la metà rispetto a quello del Nordamerica (35% contro 72%).

[GR]

Gruppo di Studio e di Analisi del Despe

ing. Giancarlo
Bolognini - dott. Elio Di Caprio - ing. Guido Gazzino
prof. Gaetano
Rasi - ing. Alessandro Proietti
prof. Franco
Velonà - dott. Francesco Venanzi


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