Giovedì 17 giugno, nell'ambito degli incontri "Un libro, un autore, tra storia e attualità",
la Fondazione Ugo Spirito presenta il volume di Gianni Scipione RossiStoria di Alice. La Giovanna
d'Arco di Mussolini, Rubbettino, 2010, pp. 198, € 15,00).
Claretta Petacci la temeva e la considerava una "vipera". Per il diplomatico Attilio Tamaro era bella,
intelligente e allegra. Per Gabriele d'Annunzio era la romantica Alis. Alice de Fonseca, protagonista di
questa storia con il marito Francesco Pallottelli e il figlio Virgilio, è tra le meno conosciute "donne del
Duce".
Fiorentina di nascita, marchigiana d'adozione, perfettamente bilingue grazie a una nonna inglese, ha
attraversato la prima metà del Novecento nel segno della passione patriottica e politica. Con il marito
impresario musicale fa la spola tra Londra, Parigi e gli Stati Uniti, dove - con il sostegno di Mussolini -
diventa infaticabile "ambasciatrice" della nuova Italia fascista.
Alice conosce il Duce a Londra, alla fine del 1922. Il legame dura fino al 1945, quando insieme alla famiglia,
sfollata sul lago di Como, vive il definitivo tramonto del dittatore. Il marito Francesco sarà Podestà
"repubblichino" della nativa Fabriano. Il figlio Virgilio, assegnato al Quartier Generale con incarichi
speciali, viene arrestato con i gerarchi a Dongo. Mussolini s'illude che lui o la madre possano essere i
punti di riferimento per un eventuale contatto con Churchill.
Osservando controluce la saga familiare di Alice si vedono in filigrana l'Italia e gli italiani del Novecento,
con i loro sogni, le loro delusioni, le vittorie e le tragedie.
L'incontro, introdotto da Aldo Giovanni Ricci, si svolgerà a partire dalle ore 17.30 presso la
Sala Renzo De Felice, in Via Genova 24, Roma.
Gianni Scipione Rossi, Vicepresidente della Fondazione Ugo Spirito, è giornalista e scrittore. Tra le
sue pubblicazioni Cesira e Benito (2007), Il razzista totalitario (2007), Mussolini e il
diplomatico (2005), La destra e gli ebrei (2003).
Aldo G. Ricci, già Sovrintendente dell'Archivio Centrale dello Stato, è consigliere di amministrazione
della Fondazione Ugo Spirito con delega all'archivio e alla biblioteca della Fondazione.
Progetto didattico "Verso il 150° dell'Unità d'Italia"
Si è concluso il primo anno del progetto didattico "Verso il 150° dell'Unità d'Italia", con due giornate
(26 e 28 maggio) dedicate alla presentazione dei lavori elaborati dagli studenti e la consegna dei diplomi
di partecipazione. La giornata del 26 maggio si è svolta presso il Teatro della Caserma "Grazioli Lante
della Rovere", mentre la giornata del 28 maggio presso l'Aula Magna dell' I.M.S. "G. Caetani".
Pubblichiamo la prima parte dei lavori presentati:
Liceo Classico Mamiani
Classe II G Quale futuro per l'idea di nazione? L'ideale risorgimentale e la concezione contemporanea parte 1 (power point) parte 2 (video)
Liceo scientifico Kennedy
Classe IV F La repubblica romana: attualità della sua costituzione e memoria dei luoghi (power point) Parte 1 Parte 2 Parte 3
Giovedì 10 giugno, nell'ambito degli incontri "Un libro, un autore, tra storia e attualità",
la Fondazione Ugo Spirito ha presentato il volume di Marco TarchiLa rivoluzione impossibile. Dai
campi Hobbit alla Nuova destra (Vallecchi, 2010, pp. 476, € 18,00).
L'incontro è stato introdotto da Giovanni Tassani, che ha sottolineato come la Nuova destra abbia
rappresentato per i giovani di destra da un lato il tentativo di rispondere al '68 della sinistra, dall'altro
di superare il neofascismo dei padri, costruendo un progetto culturale e politico che procedesse alla ricerca
di nuovo interlocutori oltre il MSI. Marco Tarchi ha poi sottolineato gli obiettivi del suo libro. Innanzitutto, il desiderio di correggere
una visione distorta della destra giovanile degli "anni di piombo", che fino ad oggi ne ha messoin luce solo
il "lato oscuro" basato sulla violenza, considerando priva di interesse la dimensione culturale, che è invece
al centro del presente volume. In secondo luogo, Tarchi ha evidenziato come il movimento della Nuova destra
non fosse limitato a Roma e Milano, ma abbia coinvolto giovani provenienti da tutta Italia, che proprio nei
campi Hobbit trovarono un luogo privilegiato di incontro. Tarchi ha poi proseguito la sua esposizione
ricostruendo l'intera parabola della Nuova destra, ponendola a confronto con la Nouvelle Droite francese,
analizzandone le possibili ragioni dell'insuccesso ed evidenziandone le differenze rispetto alla Destra nuova
di Gianfranco Fini.
Venerdì 28 maggio la Fondazione Ugo Spirito ha organizzato una tavola rotonda a partire dal
volume di Danilo BreschiSpirito del Novecento. Il secolo di Ugo Spirito dal fascismo alla
contestazione (Rubbettino, 2010, pp. 308, € 19,00). Hanno partecipato Giuseppe Vacca e
Luciano Pellicani.
Ha introdotto l'incontro Giuseppe Parlato, che ha sottolineato come il libro completi una seconda
fase di studi che la Fondazione ha dedicato al pensiero di Ugo Spirito. Nella prima, grazie soprattutto ai
contributi di Armando Rigobello e Vittorio Mathieu, era stata approfondita la dimensione prettamente
filosofica dell'opera spiritiana. La seconda fase - nel cui ambito si colloca il volume di Breschi - ha
prestato invece maggiore attenzione all'interpretazione politologica che Spirito ha fornito dell'evoluzione
dei tempi e della società. Nel suo intervento, Giuseppe Vacca ha evidenziato la "tragicità" della figura di
Spirito, determinata da un persistente ancoraggio ai paradigmi ideologici dell'attualismo delle origini che
non erano adatti a comprendere il mutare della società di massa e ritardarono nel filosofo la comprensione
del nichilismo insito nel movimento del '68. Luciano Pellicani ha inquadrato la figura di Spirito all'interno di uno schema tipicamente novecentesco che
ha tentato di rispondere alla "morte di Dio" con l'elaborazione di religioni politiche anti-individualistiche
ed ostili al capitalismo del mondo borghese.
Nell'intervento finale, Danilo Breschi ha preso spunto dalla figura di Spirito per trattare più in generale
il ruolo dell'intellettuale tra il 1789 e il 1989, quando la filosofia si è strettamente collegata alla
politica nel tentativo di pensare e trasformare il mondo.
Aldo G. Ricci La breve età degasperiana 1948-1953
(Rubbettino, 2010, pp. 136, € 12,00)
L'esperienza politica di De Gasperi, all'indomani delle elezioni del 1948, rappresenta la sintesi degli
elementi costitutivi e caratterizzanti dell'Italia del dopoguerra: la Democrazia cristiana (e quindi una
formazione politica ispirata ai valori religiosi e democratici della tradizione occidentale) come partito
di maggioranza, il governo come politica delle alleanze tra cattolici e laici, la ricostruzione come sintesi
di intervento pubblico e privato, le riforme come metodo di progresso, lo stato come terreno privilegiato
dell'operare politico. Si tratta di un esempio modernissimo di quella capacità di sintesi che è una
caratteristica della politica nelle sue espressioni più elevate, quando cioè la politica sa muoversi tra
progetto strategico e mediazione tattica, condizionata dall'intreccio delle emergenze e delle contingenze
che la pagina bianca del divenire quotidiano prescrive a ogni periodo storico. La sua eredità politica,
rimossa per molti anni come quella di un uomo del passato, alla ricerca storica più recente appare come un
lascito suscettibile di dare ancora frutti nel futuro. In particolare oggi, quando la politica sembra aver
perso, non si sa se temporaneamente o stabilmente, quel ruolo di mediazione tra le diverse componenti
economiche, sociali e culturali, e di guida dello sviluppo civile che per molti decenni di questo dopoguerra
l'ha invece caratterizzata.
Aldo G. Ricci, già Sovrintendente dell'Archivio Centrale dello Stato, è consigliere di amministrazione
della Fondazione Ugo Spirito con delega all'archivio e alla biblioteca della Fondazione. Tra le sue
pubblicazioni: La rinascita dei partiti in Italia, 1943-1948 (2009); La Repubblica. L'aspirazione ù
secolare a governarsi da sé (2001); Il compromesso costituente. 2 giugno 1946-18 aprile 1948 (1999);
Aspettando la Repubblica. I governi della transizione (1996).
La Fondazione Ugo Spirito è entrata nel social forum "Facebook".
Tutte le iniziative sono aggiornate all'indirizzo "Amici della Fondazione Ugo Spirito", nel
Gruppo "Fondazione Ugo Spirito" e nella Pagina "Fondazione Ugo Spirito". Un modo semplice e veloce per
seguire l'attività della Fondazione.
La Fondazione Ugo Spirito partecipa al dolore della famiglia e degli amici per la scomparsa
del prof. Silvano Panunzio, che recentemente aveva donato alla Fondazione la propria
biblioteca, attualmente in corso di riordino. Ci è gradito ospitare un
ricordo del prof. Panunzio da parte dell'allievo ad amico Aldo La Fata.
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