Progetto didattico per gli istituti scolastici superiori
Dall'Italia liberale alla crisi dello Stato (1915-1992)
Gli appuntamenti di dicembre:
L'Italia liberale e i suoi nemici
Tra autoritarismo e totalitarismo - dicembre 2011
Relatore: Prof. Giuseppe Parlato, Univerità Luspio di Roma e Presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice
Lunedì 5 dicembre (Laboratorio di informatica del Liceo classico Augusto)
Ore 15.00 (Liceo Augusto)
Mercoledì 7 dicembre (Aula Magna dell'I.M.S. "G. Caetani")
Ore 8.30-10.30 (Liceo Kennedy)
Ore 11.00-13.00 (Liceo Cicerone, IPSSCT Luigi Einaudi)
Mercoledì 21 dicembre (Aula Magna dell'I.M.S. "G. Caetani")
Ore 8.30-10.30 (Liceo Plauto, Istituto Magistrale Caetani)
Collegamento in videoconferenza con liceo Varrone
Ore 11.00-13.00 (Liceo Vailati, Istituto comprensivo Castelforte)
I Giovedì della Fondazione
Lunedì 19 dicembre, nell'ambito degli incontri "Un libro, un autore, tra storia e attualità",
la Fondazione Ugo
Spirito e Renzo De Felice presenta il libro di Giuseppe ParlatoGli italiani che hanno fatto l'Italia. 151
personaggi per la storia dell'Italia unita 1861-2011. (Rai Eri 2011, pp. 176, € 11,00). Il libro è un lungo
excursus storico ricostruito attraverso il racconto delle vite e dell'azione degli uomini e delle donne che, nel
bene e nel male, hanno segnato o meglio rappresentato le diverse fasi del cammino dell'Italia dalla costituzione
dello Stato unitario ad oggi.
L'incontro si terrà a partire dalle ore 17.00 presso la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice,
Via Genova 24, Roma.
Interverranno, oltre all'autore: Gianni Scipione Rossi, vicepresidente Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice e direttore Rai Parlamento Stefano Mensurati, vicedirettore del Giornale Radio Rai Francesco Devescovi, responsabile Rai Eri Giuseppe Gnagnarella, capoufficio stampa della RAI.
Venerdì 17 e sabato 18 febbraio 2012, la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in collaborazione con
il Lifelong Learning Centre, Università delle LiberEtà - Friuli Venezia Giulia (FVG),
organizza la seconda edizione del corso base di Europrogettazione. Il corso si articolerà in due giornate, ed è rivolto
a quanti desiderano lavorare nell'ambito delle università e dei centri di ricerca con il compito di seguire la gestione e
l'implementazione dei progetti europei: giovani laureati, docenti, ricercatori, Junior Project Manager, funzionari
amministrativi delle Università e dei Centri di Ricerca (focus: 7° Programma Quadro per la ricerca).
Lo scorso 7 novembre, presso la sede dell'ABI (Associazione Bancaria Italiana) si è svolto il convegno
organizzato dalla Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice "Liberalismo e intervento pubblico. Giuseppe Di
Nardi nella storia italiana del Novecento". Il convegno, diviso in una sessione mattutina ed una pomeridiana, ha
visto la partecipazione di numerosi relatori - studiosi, amici ed allievi dell'economista - che hanno riconsegnato
agli intervenuti il pensiero e la figura di un uomo lungimirante e precursore dei tempi: Piero Barucci, Leandro Conte, Domenico Da Empoli,
Francesco Dandolo, Giovanni Farese, Alfredo Gigliobianco, Antonio Magliulo, Roberto Marotta, Antonio Marzano, Simone Misiani,
Luigi Paganetto, Giuseppe Parlato, Gaetano Rasi, Gaetano Sabatini, Giovanni Sabatini, Marco Zaganella.
Dalla ricostruzione degli anni di studio con maestri del livello di Giovanni Demaria e Giuseppe Ugo Papi,
dall'esperienza del corporativismo degli anni Trenta fino al ruolo svolto nel dopoguerra, il quadro che è stato
delineato è quello di un economista che seppe coniugare in una visione globale le ragioni dell'interventismo
statale con le esigenze di crescita e produzione di ricchezza; che seppe prevedere e capire le rapide evoluzioni
tecnologiche e sociali e il loro impatto sulla vita economica dello Stato e della società, e che, soprattutto,
rifuggì l'ideologizzazione e l'estremizzazione politica del pensiero economico, basando sempre le proprie proposte
su un rigorismo e un pragmatismo che in Italia non ebbero mai particolare fortuna, costringendo lui e altri
esponenti della collaborazione tra interventismo e liberalismo in un cono d'ombra che ha fortemente inficiato il
confronto sulla politica economica italiana.
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Per ascoltare la registrazione di tutti gli interventi: www.radioradicale.it
Progetto didattico per gli istituti scolastici superiori
Dall'Italia liberale alla crisi dello Stato (1915-1992)
L'Italia liberale e i suoi nemici
Martedì 15 novembre 2011 si è tenuta la prima lezione del progetto didattico per gli istituti scolastici
superiori, dedicata a La crisi dello Stato liberale, a cura del prof. Stefano De Luca, dell'Università
degli studi "Suor Orsola Benincasa" di Napoli, il quale ha articolato la propria spiegazione in due direzioni:
da un lato la ricostruzione delle caratteristiche principali dei lunghi anni a guida liberale dell'Italia (quelli
che vanno, per l'esattezza, dalla costituzione dell'Unità all'avvento del fascismo); dall'altro, l'approfondimento
sul senso storico e l'origine delle peculiarità e problematiche della storia e della politica italiane, dal ritardo
della nascita dello Stato-nazione al passaggio allo Stato democratico; dal processo di nazionalizzazione di uomini
e donne profondamente diversi per storia e cultura all'avvento dei partiti di massa; dalla frammentazione politica
all'irrilevanza politico-sociale degli eredi di quei liberali che l'Italia l'avevano fatta e a lungo governata,
senza riuscire tuttavia a guidarne e a comprenderne trasformazioni sociali e meccanismi politici da loro stessi
innescati, che determinarono, con il concorso della Rivoluzione d'Ottobre e della prima guerra mondiale, la fine
dello Stato liberale.
Giovedì 20 ottobre, per gli incontri dedicati a "Un libro, un autore, sta storia e attualità", è stoto
presentato il libro di Stefano FabeiI Neri e i Rossi. Tentativi di conciliazione tra fascisti e socialisti
nella Repubblica di Mussolini (Mursia, Milano 2011, pp. 500, € 22,00). L'incontro, introdotto da Giuseppe
Parlato, ha ricostruito il fallimentare tentativo di Mussolini, durante gli ultimi mesi di vita della RSI, di
scongiurare il peggio offrendo agli elementi meno intransigenti del fronte antifascista una sorta di resa. Come ha
spiegato l'autore, le ricerche storiografiche hanno avuto un iter non facile, a causa del grave imbarazzo che la
vicenda ha sempre suscitato; il rischio che l'immagine di intransigenza e purezza cui ambo le parti - per ragioni
politicamente opposte ma non dissimili - hanno sempre tenuto, venisse sporcata dalla realtà di una trattativa tra
la Repubblica sociale e il Partito socialista italiano, ha indotto un oscuramento storiografico e un negazionismo
che il libro mette a nudo, rivelando il protrarsi dei contatti e le molteplici prospettive che indussero i
protagonisti della vicenda a cercare il compromesso: dall'opportunismo di chi vedeva avvicinarsi una fine rovinosa
alla speranza di quanti desideravano sinceramente scongiurare un bagno di sangue e vedere il fascismo riavvicinarsi
alle proprie origini, a coloro che, dall'altra parte, colsero nella trattativa la possibilità di sganciarsi dal
crescente predominio comunista e di evitare al Paese la guerra civile. L'intransigenza e l'odio implacabile che
determinarono il fallimento dell'operazione meritano una riflessione a parte su specifiche forme del confronto
politico che, alla luce dei tanti momenti bui della vita democratica e repubblicana italiana, non sono state ancora
superate.
Venerdì 18 novembre, nell'ambito del ciclo di incontri "Un libro, un autore, tra storia e attualità",
è stato presentato il volume di Isabella ValentiniPartitocrazia e compromesso storico. Salvatore Valitutti e
la crisi dello Stato in "Nuovi Studi Politici" 1971-1979 (Fondazione Ugo Spirito/Cooperativa Nuova Cultura, Roma
2011, pp. 276). Introdotto da due interventi di Giuseppe Parlato e Gisella Longo (nipote di Salvatore
Valitutti e grazie alla quale l'archivio è oggi custodito dalla Fondazione), con la partecipazione di Valerio Zanone
e Giovani Orsina, l'incontro si è presto trasformato in un vivo dibattito che ha ripercorso non solo la vita
politica e intellettuale di Valitutti, ma anche le scelte politiche e le linee guida del Partito Liberale Italiano,
di cui era esponente di spicco, e, più in generale, il rapporto tra partito ed elettorato, tra formazione culturale
e fede liberale. Quest'ultimo aspetto, in particolare, è emerso dal confronto tra gli interventi dell'autrice, degli
altri relatori e degli ospiti presenti come il nodo centrale della visione politica di Valitutti, cui tuttavia non
sfuggiva il problema della dimensione elitaria del Pli, il suo essere un partito d'opinione piuttosto che di massa,
la generica universalità del suo progetto, la mancanza di una struttura partitica ben organizzata e radicata nel
territorio. Ma se è vero che l'acquisizione di una cultura intesa come libera formazione dell'individuo è stata
alla base della sua riflessione e della sua azione politica, è anche vero, come ha evidenziato l'autrice e come
dimostrano gli anni di direzione di "Nuovi Studi Politici", che questo aspetto non esaurì la vastità e la complessità
delle problematiche che Valitutti esplorò e analizzò, inserendosi a pieno titolo nel dibattito politico e sociale di
uno dei decenni più difficili della storia repubblicana.
Il Vice presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, dott. Gianni Scipione Rossi, è stato
nominato Direttore di "Rai Parlamento", la testata che cura l'informazione parlamentare e le tribune politiche.
A Rossi gli auguri di buon lavoro da parte di tutta la Fondazione.
La Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice è entrata nel social forum
Facebook. Tutte le iniziative sono aggiornate all'indirizzo
"Amici della Fondazione Spirito". La Fondazione ricorda a tutti i suoi amici e simpatizzanti che il gruppo e la pagina
denominate "Fondazione Spirito" saranno presto cancellate, e li invita a seguire le sue attività e a richiedere l'amicizia
solo attraverso la pagina ufficiale.
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