::: L’ITALIA LIBERALE E I SUOI NEMICI :::
:: 1. La crisi dello Stato liberale
Relatore: Prof. Stefano De Luca
Libera Università degli Studi San Pio V di Roma
Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa” di Napoli
15 novembre 2011 (IPSSCT Luigi Einaudi)
Ore 9.00-11.00
Ore 11.15-13.15
21 novembre 2011 (Liceo classico Augusto)
Ore 15,30
:: 2. Tra autoritarismo e totalitarismo
Relatore: Prof. Giuseppe Parlato
Luspio di Roma
Presidente della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice
5 dicembre 2011 (Liceo classico Augusto)
Ore 15.30
7 e 21 dicembre 2011 (IMS G.Caetani)
Ore 8.30-10.30
Ore 11.00-13.00
::: LA RICOSTRUZIONE E IL NUOVO ASSETTO DELLO STATO :::
:: 3. Dal dopoguerra al boom economico (1945-1960)
Relatore: Prof. Simone Misiani
Università di Teramo
Università degli Studi "Suor Orsola Benincasa” di Napoli
17 gennaio 2012 (IMS G.Caetani)
Ore 8.30-10.30
Ore 11.30-13.30
19 gennaio 2012 (IMS G.Caetani)
Ore 19.00-11.00
23 gennaio 2012 (Liceo classico Augusto)
Ore 15.00
::: LA CRISI DELLO STATO E LE MANCATE RIFORME ISTITUZIONALI :::
:: 4. Gli anni Sessanta e la crisi del riformismo
Relatore: Prof. Danilo Breschi
Luspio di Roma
24 febbraio 2012 (IMS G.Caetani)
Ore 9.00-11.00
29 febbraio 2012 (IMS G.Caetani)
Ore 8.30-10.30
Ore 11.00-13.00
29 febbraio 2012 (Liceo classico Augusto)
Ore 15.00
:: 5. “Gli anni Settanta e Ottanta
Relatore: Prof. Isabella Valentini
Luspio di Roma
13 marzo 2012 (IMS G.Caetani)
Ore 8.30-10.30
Ore 11.00-13.00
16 marzo 2012 (Liceo classico Augusto)
Ore 15.00
21 marzo 2012 (IMS G.Caetani)
Ore 9.00-11.00
:: Giornata conclusiva - Aprile 2012 ::
discussione e presentazione di elaborati degli studenti e rilascio
dell’attestato
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:::: LA CRISI DELLO STATO E LE MANCATE RIFORME ISTITUZIONALI ::::
Gli anni Settanta e Ottanta
Isabella Valentini
Il 17 gennaio 2012 si è tenuta la terza lezione del progetto didattico per gli istituti scolastici
superiori, Dal dopoguerra al boom economico (1945-1960), a cura del prof. Simone Misiani,
Università degli Studi di Teramo. La lezione si è svolta secondo uno schema storico comparativo tra il mondo
nato dalle ceneri del 1945 e quello attuale. Nel '45, ha spiegato Misiani, è crollata l'Europa, e con essa i
principi su cui essa si basava: la dimensione nazionale come centro del mondo, e la visione ideologica del
rapporto di forza, che identifica l'interesse collettivo con la supremazia di una ideologia (e della nazione
che la rappresenta) sugli altri. Ma se è vero che la fine di un'era è di per sé una tragedia, è anche vero
che all'interno del baratro che rappresenta si formano le speranze e le idee per la rinascita e la
ricostruzione. Misiani fa più di un esempio in tal senso, spiegando però che la fine della seconda guerra
mondiale non rappresenta la scomparsa di tutte le ideologie (quella comunista sopravvive ed anzi si rafforza),
così come i principi fondanti il mondo ricostruito dopo il '45 non hanno trovato piena applicazione e le
istituzioni appositamente create hanno spesso fallito. Tre sono, per Misiani, gli elementi che caratterizzano
il mondo postbellico: le Nazioni Unite, la diffusione del benessere con l'economia di mercato, e l'Europa. Tutti
questi elementi sono però intrinsecamente contraddittori, e i loro errori sono alla base dell'attuale paura
che il sogno nato dalle ceneri del '45 sia definitivamente incrinato. La fine della guerra fredda, ha spiegato
Misiani, ha creato le condizioni per realizzare compiutamente quel sogno, ma l'attualità ci restituisce una
realtà diversa, fatta di divisioni, interessi particolari, tentazioni centripete. E' la storia che torna indietro
invece di andare avanti, ha ammonito Misiani, con tutti gli enormi rischi che questo comporta.
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