Mercoledì 15 gennaio 2020, nella Sala della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice (Piazza delle Muse, 25), è stato presentato il Diario inedito (1943-1944) di Luigi Federzoni (Pontecorboli, Firenze 2019), a cura di Erminia Ciccozzi, con saggi di Aldo A. Mola e Aldo G. Ricci.
L’incontro è stato aperto dall’introduzione di Gianni Scipione Rossi che ha richiamato l’importanza del volume, illustrato nei contenuti da Aldo G. Ricci. Ricci ha posto in evidenza l’origine della pubblicazione e il ruolo avuto dalla famiglia di Federzoni nel lungo lavoro di ricerca per la ricostruzione del documento, sottolineando alcuni dei principali temi: il 25 luglio, l’interpretazione sulla fine del fascismo, il rapporto con la Monarchia, la svolta di Salerno su ordine di Mosca – anticipò questa interpretazione, confermata invero solo dopo il crollo dell’Urss e l’apertura degli archivi -, il processo di Verona e la liberazione di Roma.

Parte di questi temi sono rientrati anche nell’intervento di Maurizio Serra che, in apertura, ha definito il testo “il diario di uno sconfitto“, gettando luce sul Federzoni mediatore nella prassi politica e poi interprete isolato di una storia complessa: dalla lettura “minimalista” del 25 luglio al “fascismo parentesi“, fino ad arrivare alla tragedia nazionale dell’8 settembre.
Federigo Argentieri, nipote di Federzoni, è tornato sulla condizione di isolamento svelando alcuni particolari dall’album dei ricordi personali e di famiglia. Interessante l’osservazione in merito alla mancanza di una biografia compiuta di Federzoni e lo spunto sui travagliati rapporti avuti con lo storico Renzo De Felice in occasione della pubblicazione della nota Storia degli ebrei italiani sotto il fascismo. In chiusura, Argentieri ha ricordato il carattere in fondo “bonario” del nonno e la necessità di uno studio di ampio respiro sulla sua figura.

La curatrice Erminia Ciccozzi ha illustrato il lavoro sul Diario dal punto di vista archivistico, esaltando il valore unico della fonte che, nel corso degli studi e della ricostruzione, non ha subito “alcuna forma di normalizzazione“.
Luigi Compagna ha ripreso i maggiori temi emersi dall’incontro, evidenziando soprattutto le ambiguità dei delusi dal fascismo e, dunque, l’esigenza di contestualizzare criticamente il Diario nell’insieme delle fonti sul 1943-1944.
L’incontro si è concluso con le domande e le osservazioni dei numerosi presenti, occasione di ulteriore approfondimento dei molteplici spunti emersi dalla discussione.


Dopo i saluti iniziali e la proiezione della video intervista inedita con Renzo De Felice realizzata dal giornalista Fernando Ferrigno il 19 gennaio 1995, in occasione della presentazione al Ministero degli Esteri della decima serie – 1943-1948 – dei Documenti Diplomatici Italiani, la relazione del presidente dell’Istituto Storico per il Pensiero Liberale Luigi Compagna ha aperto la serie di interventi prevista dal programma.
Compagna ha ricostruito alcune tappe distintive del percorso storiografico compiuto da Renzo De Felice, mettendo in particolare evidenza gli studi sull’interpretazione del fascismo. Il giornalista e saggista Pasquale Chessa si è invece soffermato sul significato del libro-intervista da lui curato Rosso e Nero (1995), una delle ultime testimonianze critiche di livello per rimarcare non solo il metodo, ma anche il carattere dello storico reatino. Marcello Veneziani, giornalista e scrittore, ha posto l’accento sull’eredità dell’approccio storiografico di Renzo De Felice per gli studi sulla destra e sulle culture politiche, un tema richiamato con altri spunti anche da Mario Ciampi, ricercatore e allievo di De Felice negli anni Novanta, e dallo storico Gianni Oliva, studioso noto per le sue osservazioni sui risvolti violenti dell’ideologia.
Il ricco susseguirsi delle relazioni si è concluso con le parole del presidente della Fondazione, il prof. Giuseppe Parlato, che ha tirato sinteticamente le somme della discussione, ricordando non solo lo storico De Felice, ma anche il maestro non convenzionale e l’uomo.
“Insegnare la complessità. Magistero scientifico e impegno civile in Renzo De Felice”. Questo il tema del convegno che la Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, in collaborazione con il Comune di Rieti, organizza nel quadro delle iniziative di studio programmate nel novantesimo anniversario della nascita dello storico scomparso.