“L’Italia e la missione di pace il Libano”: la presentazione del libro di Silvio Labbate il 29 novembre in Fondazione

Mercoledì 29 novembre 2023, alle ore 18.00, verrà presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – ETS (Piazza delle Muse, 25), il volume L’Italia e la missione di pace in Libano, 1982-1984. Alla ricerca di una nuova centralità nel Mediterraneo di Silvio Labbate (FrancoAngeli, Milano 2022). Ne discuteranno con l’autore: Massimo Bucarelli, professore associato di Storia delle relazioni internazionali alla Sapienza Università di Roma, Luca Riccardi, professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali nella Università di Cassino e del Lazio meridionale, e Andrea Ungari, professore ordinario di Storia contemporanea nella Università Guglielmo Marconi di Roma e direttore della Fondazione.

L’incontro verrà trasmesso in streaming sui canali web e social della Fondazione.

Il libro

La partecipazione alla missione di pace in Libano fu la prima vera e propria operazione delle forze armate italiane all’estero dopo il secondo conflitto mondiale, al di fuori dell’egida delle Nazioni Unite. L’impegno dell’Italia rappresentò un passaggio importante per l’accrescimento della credibilità internazionale del paese, soprattutto perché si svolse in un complesso mosaico multietnico e plurireligioso sul quale insistevano gli interessi di paesi limitrofi e le più ampie dinamiche della guerra fredda. A quarant’anni di distanza questo studio analizza lo sviluppo degli eventi che portarono alla decisione di prendere parte alla missione, nonché lo svolgimento di essa nel quadro della naturale propensione mediterranea dell’Italia. Per la sua analisi l’autore si è avvalso delle fonti rese recentemente disponibili dagli archivi italiani e stranieri e della preziosa testimonianza diretta del generale Franco Angioni, prima Capo ufficio operazioni dello Stato Maggiore dell’Esercito e poi comandante del contingente italiano in Libano durante la seconda missione.

L’autore

Silvio Labbate è ricercatore di Storia contemporanea presso il Dipartimento di Scienze Umane e Sociali dell’Università del Salento; ha conseguito il dottorato di ricerca in Storia delle relazioni internazionali presso “La Sapienza” di Roma. È autore di vari volumi fra cui: Il governo dell’energia. L’Italia dal petrolio al nucleare (1945-1975)Illusioni mediterranee: il dialogo euro-araboAl governo del cambiamento. L’Italia di Craxi tra rinnovamento e obiettivi mancati (curatela). Ha scritto saggi per diverse riviste internazionali: “Ventunesimo Secolo”, “Nuova Rivista Storica”, “Italia Contemporanea”, “European Review of History”, “Journal of European Integration History”, “Middle Eastern Studies”, “The International History Review”, “Meridiana” e “Rivista italiana di storia internazionale”.

Presentazione in Fondazione del volume di Maria Teresa Giusti “Relazioni pericolose”

Martedì 14 novembre 2023, alle ore 18.00, verrà presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – ETS (Piazza delle Muse, 25), il volume Relazioni pericolose. Italia fascista e Russia comunista di Maria Teresa Giusti (il Mulino, Bologna 2023). Ne discuteranno con l’autrice: Luca Micheletta, professore ordinario di Storia delle relazioni internazionali alla Sapienza Università di Roma, Giuseppe Parlato, professore emerito di Storia contemporanea nella Unint di Roma e presidente della Fondazione, e Luciano Zani, professore emerito di Storia contemporanea alla Sapienza Università di Roma.

L’incontro verrà trasmesso in streaming sui canali web e social della Fondazione.

Il libro

Quali furono i rapporti che legarono l’Unione sovietica e l’Italia fascista tra il 1924 e il 1941, anno d’inizio della campagna di Russia? A partire da fonti di archivio russe e italiane, Maria Teresa Giusti riscostruisce la storia poco conosciuta di queste relazioni, nell’intrecciarsi delle direttrici economiche e geopolitiche impostate dai governi liberali con quelle dettate dall’avvento al potere del fascismo. Mussolini dimostrò da subito interesse per la Russia con l’obiettivo di stipulare accordi commerciali per ottenere materie prime ed esportare i prodotti dell’industria italiana. Reinserire la Russia sovietica nella comunità internazionale avrebbe, inoltre, garantito un bilanciamento, a vantaggio dell’Italia, dell’influenza britannica e francese nei Balcani e nel Mediterraneo. Tra quanti agevolarono e promossero lo sviluppo di queste «relazioni pericolose» fra due totalitarismi antitetici, ma legati dal comune odio per le democrazie liberali, spiccano le figure iconiche di Italo Balbo, che al termine della trasvolata sul Mediterraneo orientale fu accolto con grandi onori a Odessa, e di Umberto Nobile, che collaborò attivamente allo sviluppo della dirigibilistica sovietica.

L’autrice

Maria Teresa Giusti insegna Storia sociale e Storia contemporanea nell’Università «Gabriele d’Annunzio» di Chieti-Pescara, nella quale è professore ordinario. Con il Mulino ha pubblicato anche Una guerra a parte. I militari italiani nei Balcani, 1940-1945 (con E. Aga Rossi, nuova ed. 2017), La campagna di Russia (2016; premio Friuli Storia) e I prigionieri italiani in Russia (Premio Cherasco-Storia nel 2005, nuova ed. 2019).

Presentazione in Fondazione del volume di Giovanni Tassani “Su tempi appena trascorsi”

Mercoledì 25 ottobre 2023, alle ore 18.00, verrà presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – ETS (Piazza delle Muse, 25), il volume Su tempi appena trascorsi. Esperienze, connessioni, dettagli di Giovanni Tassani (Una città, Forlì 2023). Ne discuteranno con l’autore: Filippo Ceccarelli, giornalista e saggista, Luciano Lanna, giornalista e saggista, e Giuseppe Parlato, professore emerito di Storia contemporanea nella Unint di Roma e presidente della Fondazione.

L’incontro verrà trasmesso in streaming sui canali web e social della Fondazione.

Il libro

Venticinque anni sono parte cospicua di un’esperienza di vita. Gli scritti riuniti in queste pagine datano dal 1998 al 2023 e segnano interessi, esperienze, tracce di ricerca volti a sottolineare fatti e problemi che ho via via scelto o che si sono a me rivelati come campi di studio nei tempi della mia compiuta maturità. Ho avuto la soddisfazione di battere per primo terreni quasi inesplorati, a destra come a sinistra, di approfondire fatti salienti come nel caso del ritiro di Giuseppe Dossetti dalla politica, di porre a confronto carte tra loro interrelate in archivi diversi, di scoprire nella mia città inediti sull’affare Dreyfus e la giovanile “Commedia della gente” di Italo Calvino. Ho anche dialogato col mondo “diverso” delle destre, specie i giovani in fase creativa. Al di là dei miei libri e saggi maggiori, da qualche tempo mi sono ricordato di altri miei scritti, più brevi e giornalistici, in cui – anche nel caso di recensioni – ho pur sempre ragionato in termini critici e di ricerca. E ho deciso di pubblicarne una scelta. Capita a molti, specie tra i miei coetanei.

L’autore

Giovanni Tassani, sociologo di formazione, storico extra-accademico per vocazione e scelta, si considera un po’ ingenuo, molto idealista, ma non un illuso, anzi un combattente deciso per la causa dei “beni comuni”, a partire dalla sua città, Forlì, di cui è stato, negli anni Novanta, assessore alla cultura. Come storico ha partecipato al Comitato nazionale dei Garanti per il 150° dell’Unità d’Italia, presieduto da Carlo Azeglio Ciampi. Tra i suoi libri: Aldo Moro. Il politico nella crisi, Sansoni, 1983 (con Gianni Baget Bozzo); La terza generazione, Edizioni Lavoro, 1988; Diplomatico tra due guerre. Vita di Giacomo Paulucci di Calboli Barone, Le Lettere, 2012 (premio Acqui Storia); Tommaso Tittoni. Politica estera e dibattito politico in età giolittiana, Edizioni di Storia e Letteratura, 2023.

Presentazione in Fondazione del volume di Gianni Scipione Rossi “Ladri di biciclette”

Martedì 20 giugno 2023, alle ore 18.00, verrà presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – ETS (Piazza delle Muse, 25), il volume Ladri di biciclette. L’Italia occupata, la guerra civile 1943-1945, la memoria riluttante di Gianni Scipione Rossi (Rubbettino, Soveria Mannelli 2023). Ne discuteranno con l’autore: Pierluigi Battista, saggista e giornalista «Huffington Post», Guido Melis, già professore ordinario di Storia delle istituzioni politiche nella Sapienza Università di Roma, e Giuseppe Parlato, professore emerito di Storia contemporanea nella Unint di Roma e presidente della Fondazione.

L’incontro verrà trasmesso in streaming sui canali web e social della Fondazione.

Il libro

Capolavoro dei neorealismo, Ladri di biciclette è tra le prime testimonianze di come la maggioranza degli intellettuali italiani non abbia avuto il coraggio di rappresentare senza reticenze, con le sue luci e le sue tragiche ombre, il periodo che va dal 25 luglio 1943 alla Liberazione del 25 aprile 1945. Camuffare, distorcere, sorvolare, occultare: queste furono le parole d’ordine. Ladri di biciclette fu tratto da Vittorio De Sica e Cesare Zavattini dall’omonimo romanzo di Luigi Bartolini. Il film racconta nel 1948 la Roma affranta del dopoguerra, che con fatica, come tutta l’Italia, cerca di rinascere. Ma il romanzo narra di un furto avvenuto nel settembre 1944, quando la città, dopo quella nazista, subisce l’occupazione angloamericana. È il biennio della guerra di Mussolini perduta, la guerra che gli italiani non volevano. Il biennio della morte della Patria, della guerra civile, di chi combatte e di chi sta a guardare, dalla casa in collina di Cesare Pavese. Il tempo della sofferenza e dell’ambiguità. Scavare nelle riviste, nei diari, nelle memorie, nella cinematografia dell’epoca, aiuta a comprendere perché sia stato così difficile fare collettivamente i conti con quel passato.

L’autore

Gianni Scipione Rossi (Viterbo, 1953), giornalista, ha diretto l’informazione parlamentare della Rai, il Centro di formazione e la Scuola di giornalismo di Perugia. È vicepresidente vicario della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice, consigliere dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea e consigliere dell’Associazione Italia-Israele di Perugia. Tra i suoi libri: Ritorno al Novecento, 2022; L’America di Margherita Sarfatti. L’ultima illusione, 2021; Attilio Tamaro: il diario di un italiano, 2021, Cronache del virus, 2020; Lo “squalo” e le leggi razziali. Vita spericolata di Camillo Castiglioni, 2017; Storia di Alice. La Giovanna d’Arco di Mussolini, 2010; Cesira e Benito. Storia segreta della governante di Mussolini, 2007; Il razzista totalitario. Evola e la leggenda dell’antisemitismo spirituale, 2007; Mussolini e il diplomatico. La vita e i diari di Serafino Mazzolini, un monarchico a Salò, 2005; La destra e gli ebrei. Una storia italiana, 2003.

Presentato in Fondazione il volume di Clementina Gily Reda su Ugo Spirito

Venerdì 9 giugno 2023 è stato presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – ETS (Piazza delle Muse, 25), il volume L’onnicentrismo di Ugo Spirito e l’eleganza dell’io di Clementina Gily Reda (D’Amico Editore, Nocera Superiore 2022). Ne ha discusso con l’autrice: Danilo Breschi, professore associato di Storia delle dottrine politiche nella Unint di Roma e consigliere di amministrazione della Fondazione.

Il libro

Ugo Spirito, nato nel 1896, scrisse la prima recensione a De Ruggiero nel 1920 e pubblicò l’ultimo libro nel 1979, anno della morte. In tutto questo tempo ha scritto molti testi l’anno, dando modo a chi lo studia di vivere la storia ideale del secolo, i suoi libri sono bestseller. Gentile lo incaricò di mettere a punto la nuova economia che i tempi chiedevano, nella ridda di tesi liberali, marxiste, di scienza economica: fu il corporativismo, economia che oltre tutte le altre disegnava un’economia umana, interessata all’uomo nella storia. Allievo di Giovanni Gentile, fu molto influenzato dalla filosofia di Giordano Bruno, che la scuola attualista recuperava filologicamente e filosoficamente: Spirito ne proseguì il significato profondo, in una filosofia che era scienza, scienza dell’economia. Anche la tesi bruniana delle monadi, atomi con stati interni, lo colpì ed egli la trasformò in onnicentrismo: ogni uomo è responsabile di sé stesso, è autonomo come un pianeta nello spazio. Una nuova idea di ‘individuo’, che contrassegna nell’eleganza di una nuova estetica per la nuova era del mondo nuovo.

L’autrice

Clementina Gily Reda ha insegnato dal 1972 al 2015 Conoscenza e didattica della visione all’Università di Napoli Federico II e all’Università Suor Orsola Benincasa nelle cattedre di: Teoretica, Estetica, Comunicazione didattica (Università di Salerno), Laboratori di Pragmatica del gioco, Educazione all’immagine. Organizza convegni di ricerca per costruire la teoria condivisa dell’educazione nell’epoca della complessità.

Presentato in Fondazione il volume di Alessandro Della Casa sul futurista “Volt”

Martedì 30 maggio 2023 è stato presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – ETS (Piazza delle Muse, 25), il volume La dinamo e il fascio. Volt, l’ideologo del futurismo reazionario di Alessandro Della Casa (Sette Città, Viterbo 2022). Ne hanno discusso con l’autore: Danilo Breschi, professore associato di Storia delle dottrine politiche nella Unint di Roma e consigliere di amministrazione della Fondazione, e Gianni Scipione Rossi, giornalista e vicepresidente vicario della Fondazione.

L’incontro è stato trasmesso in streaming sui canali web e social della Fondazione.

Il libro

Democratico cristiano attratto dal nazionalismo. Militante nazionalista assertore dell’imperialismo. Esponente futurista pioniere della science fiction italiana, autore di componimenti paroliberi e di arditi progetti di riforma delle istituzioni, dell’architettura e del costume. Ideologo della destra fascista cattolica e neo-monarchica. Teorico della revisione del futurismo in chiave reazionaria. Questo è stato, nella sua breve esistenza l’itinerario del conte Vincenzo Fani Ciotti (1888-1927), meglio conosciuto con lo pseudonimo Volt. Il libro ne ricostruisce l’inquieta traiettoria intellettuale e politica esaminando i suoi aggressivi interventi sulla stampa periodica (da «L’Azione democratica» a «L’Idea Nazionale», da «Roma Futurista» a «Il Popolo d’Italia», da «Gerarchia» a «L’Impero») e recuperando inedite carte d’archivio. Dall’analisi delle riflessioni su Filippo Tommaso Marinetti, Vilfredo Pareto, Giovanni Gentile e Charles Maurras e delle polemiche con Ardengo Soffici, Camillo Pellizzi, Giuseppe Bottai e Curzio Malaparte, emergerà, a un secolo dalla marcia su Roma, il profilo del contributo che alla dottrina fascista e alla sua espressione artistica fornì Volt, per Mussolini uno dei maggiori “segni di prefascismo spirituale” e un campione della “cultura della rivoluzione”.

L’autore

Alessandro Della Casa (1983) è dottore di ricerca in Scienze storiche e dei Beni Culturali e assegnista presso l’Università della Tuscia. Ha conseguito l’abilitazione a professore di II fascia in Storia delle dottrine e delle istituzioni politiche (2022-2032). È autore di numerosi articoli e delle monografie Contro la tirannia della maggioranza. La democrazia secondo John Stuart Mill (il Prato, 2009), L’equilibrio liberale. Storia, pluralismo e libertà in Isaiah Berlin (Guida, 2014), Isaiah Berlin. La vita e il pensiero (Rubbettino, 2018) e La dinamo e il fascio. Volt, l’ideologo del futurismo reazionario (Sette Città, 2022). Nel 2022 ha ricevuto il Premio Isaiah Berlin – Monografie e il Premio Dino Garrone.

Presentato in Fondazione il volume di Giovanni Cecini sul Generale de’ Castiglioni

Giovedì 25 maggio 2023 è stato presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – ETS (Piazza delle Muse, 25), il volume Il salvataggio italiano degli ebrei nella Francia meridionale e l’opera del Generale Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni di Giovanni Cecini (Stato Maggiore dell’Esercito – Ufficio Storico, Roma 2021). Ne hanno discusso con l’autore: Giovanni Cerchia, professore ordinario di Storia contemporanea nella Università degli Studi del Molise, e Fabrizio Giardini, capo dell’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, coordinati da Andrea Ungari, professore ordinario di Storia contemporanea nella Università G. Marconi di Roma e direttore della Fondazione.

L’incontro è stato trasmesso in streaming sui canali web e social della Fondazione.

Il libro

Il libro offre uno spaccato articolato, ma allo stesso tempo coerente con la situazione particolarmente complessa che fu quella del biennio 1942-43. Nei mesi più critici per la stabilità strategica e istituzionale del Paese, i comandi centrali o  periferici del Regio Esercito hanno potuto dedicarsi anche – in contrapposizione diretta con la Germania alleata – alla protezione  e al salvataggio della popolazione ebraica della Francia Meridionale, indipendentemente dalla nazionalità, d’appartenenza. In tale ambito si erge la figura del Generale Maurizio Lazzaro de’ Castiglioni, protagonista del salvataggio della comunità ebraica operato dall’Esercito nella Francia meridionale nel ’42-’43. Negli Allegati la riproduzione di numerosi documenti.

L’autore

Giovanni Cecini (Roma, 1979) si è laureato nel luglio del 2003 in Storia Militare presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, discutendo una tesi sull’applicazione della legislazione antiebraica fascista all’interno delle Forze Armate italiane. Da quel momento inizia la collaborazione con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell’Esercito, per il quale segue la realizzazione di alcuni volumi dedicati all’ordinamento, al vestiario e all’equipaggiamento delle Forze Armate italiane. Nell’aprile del 2007 consegue una seconda laurea in Storia Contemporanea presso la facoltà di Lettere e Filosofia dello stesso Ateneo romano, discutendo una tesi sulla politica estera italiana in Turchia dopo la Prima guerra mondiale. Dal 2004 socio della Società italiana di Storia Militare e membro del comitato romano dell’Istituto per la Storia del Risorgimento Italiano. Dal 2007 membro del comitato di redazione della rivista «Il Secondo Risorgimento d’Italia». Dal 2008 è socio della Società Italiana per la Studio della Storia Contemporanea (SISSCO) e collaboratore del Museo Storico della Guardia di Finanza. Dal 2013 collabora con l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa (ex Commissione italiana di Storia militare). Negli anni accademici 2010-2011 e 2011-2012 è stato cultore della materia in Storia militare, Diritto internazionale e Diritto dell’Unione europea presso le facoltà di Scienze Politiche e Economia dell’Università “Sapienza” di Roma. Nell’autunno 2017 ha frequentato il 2° corso sugli Archivi storici militari, organizzato dall’Ufficio Storico del Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri. Dal 2018 è docente dei Master di I livello Storia Militare Contemporanea 1796-1960 e Politica militare comparata dal 1945 ad oggi. Dottrina, strategia, armamenti presso l’Università degli Studi “Niccolò Cusano” di Roma. Ha collaborato alla realizzazione di alcuni documentari de La storia siamo noi e Dixit Guerre in onda su Rai Storia, Raidue e Raitre. Collabora con diverse riviste storiche e di cultura militare, oltre ad aver partecipato a numerosi seminari e conferenze, inerenti la storia militare, diplomatica e del colonialismo. E’ consulente storico per cortometraggi e documentari storici.

“La libertà fuori dalla Russia” presentato il volume di Renata Gravina

Giovedì 27 aprile 2023 è stato presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice – ETS (Piazza delle Muse, 25), il volume La libertà fuori dalla Russia di Renata Gravina (Edizioni Nuova Cultura, Roma 2022), con prefazione di Roberto Valle. Ne hanno discusso con l’autrice: Giovanna Cigliano, professore ordinario di Storia contemporanea all’Università Federico II di Napoli, Giacomo Marramao, professore emerito di Filosofia teoretica e Filosofia politica nella Università degli Studi Roma Tre, e Roberto Valle, professore ordinario di Storia dell’Europa orientale alla Sapienza Università di Roma.

L’incontro è stato trasmesso in streaming sui canali web e social della Fondazione.

Il libro

Il fenomeno «libertario» in Russia si è storicamente caratterizzato come una manifestazione composita di tendenze progressiste e conservatrici (liberal’nyj pljuralizm). La coesistenza competitiva delle anime liberali accompagnò tutta l’esperienza libertaria russa, sia durante la «vita» delle Dume di Stato (1906-1917) che in occasione della guerra civile (1918-1921), scoppiata all’indomani dell’ascesa bolscevica tra l’Armata rossa (Raboče-krest’janskaja Krasnaja armija) e l’Armata bianca dei Volontari (Dobrovol’českaja armija), quest’ultima, appoggiata dai liberali russi secondo l’ideologia mobilitante dell’antibolscevismo. L’altro elemento consustanziale al fenomeno liberale russo è rappresentato dal fatto che la «marcia verso la libertà» (1905-1921), come processo di emancipazione nazionale, fu legato all’Europa e, in particolare, a Parigi. Il rapporto peculiare tra il partito costituzional-democratico e la Francia, da un lato accelerò il processo istituzionale di emancipazione russo, nell’ambito delle Dume di stato (1906-1917), dall’altro rappresentò l’approdo della Belaja Rossija. Dopo il 1917, l’emigrazione liberale russa (Zarubežnaja Rossija), in preda ad un processo di revisione delle contraddizioni del liberalismo, fu protagonista di una scissione e di una rinascita che seguì percorsi anche ‘alternativi’ alla politica, uniti dall’«urgenza dell’umano». In definitiva, per alcuni liberali russi presenti a Parigi nel 1921, la Russia fuori dai confini (Zarubežnaja Rossija) rappresentò al contempo la fine della politica e l’inizio della «coscienza giuridica internazionale».

L’autrice

Renata Gravina è dottore di ricerca in Storia dell’Europa. Collabora con la cattedra di storia dell’Europa orientale presso Scienze Politiche (Sapienza), con la Fondazione Einaudi di Roma e lo European Liberal Forum. Tra i suoi interessi di ricerca vi sono l’analisi del fenomeno liberal-libertario russo, l’emigrazione politica e filosofica russa a Parigi (in particolare l’emigrazione degli anni Venti del Novecento) e il contributo interdisciplinare della diplomazia russa al primo conflitto mondiale. Tra le sue pubblicazioni: Teoria sovietica ed evoluzione costituzionale: dall’URSS alla federazione russa, «Giornale di Storia Costituzionale»; Nijinsky and the Parable of Life as a Work of Art, Celebrity Studies Journal Conference; French Historiography and the Legacy of the Revolutions of 1917, «Revolutionary Russia»; L’internazionalismo liberale russo in esilio. I giuristi russi emigrati a Parigi dopo il 1917 e la nuova coscienza giuridica cosmopolita, «Nuova Rivista Storica».

Rinviata la presentazione del volume “Miti e ideologie” di Giuseppe Bedeschi

Causa indisposizione del Prof. Bedeschi, la presentazione del volume Miti e ideologie. Il pensiero politico italiano dall’età giolittiana al fascismo, prevista per martedì 28 marzo alle ore 18.00, è rinviata a data da destinarsi.

Appena disponibile, la nuova data verrà comunicata tempestivamente tramite i canali della Fondazione.

Presentato in Fondazione il volume sugli italiani nei gulag

Lunedì 6 marzo 2023 è stato presentato a Roma, nella sede della Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice (Piazza delle Muse, 25), il volume Il libro nero degli italiani nei gulag curato da Francesco Bigazzi (LEG, Gorizia 2022). La presentazione è stata organizzata dalla Fondazione Bettino Craxi ETS e dalla Fondazione Ugo Spirito e Renzo De Felice. Con il curatore ne hanno discusso Giovanni Orsina, Presidente del Comitato storico-scientifico della Fondazione Bettino Craxi ETS, professore ordinario di Storia contemporanea e Dean della School of Government della Luiss di Roma, Giuseppe Parlato, presidente della Fondazione e già professore ordinario di Storia contemporanea nella Università degli Studi Internazionali – UNINT di Roma e Ugo Intini, giornalista e saggista. Ha coordinato l’incontro Stefano Mensurati, giornalista e conduttore di RadioUno Rai.
L’incontro verrà trasmesso in streaming sui canali web e social degli Istituti. L’accreditamento è aperto al seguente linkhttps://www.eventbrite.com/e/biglietti-presentazione-del-volume-il-libro-nero-degli-italiani-nei-gulag-529188054717?aff=ebdssbdestsearch&keep_tld=1, oppure tramite i contatti delle Fondazioni: segreteria@fondazionecraxi.org (tel. 068550811), segreteria@fondazionespirito.it (tel. 064743779).

Il libro

Restituire i nomi delle vittime italiane dello stalinismo; raccontare la storia e le persecuzioni di comunisti, antifascisti ed emigrati italiani che, attratti dal mito del Primo Stato dei Soviet, sono scomparsi nell’Arcipelago Gulag; ricostruire il destino degli italiani di Crimea, delle genti provenienti dal Bel Paese che, da secoli naturalizzate in Russia, all’improvviso hanno scoperto di essere il nemico pubblico numero uno dell’URSS: questi gli obiettivi che si prefigge il lavoro di Francesco Bigazzi, curatore di questo importante volume sulla storia degli italiani deportati nei gulag sovietici. Un’opera unica nel suo genere, che raccoglie un ricchissimo elenco nominativo dei prigionieri italiani. Ridare loro un nome, ricomporre le loro storie, rischiava però di divenire una ricerca fine a se stessa. Ecco che, per tentare di colmare i vuoti rimasti, alla voce di Bigazzi si aggiungono i contributi di altri autorevoli studiosi della materia. Dario Fertilio segue gli “Italiani nel sistema concentrazionario sovietico”, Ugo Intini svela “L’imbarazzo del Pci e le reticenze mai superate”; per la prima volta Aldo G. Ricci denuncia “Come Mussolini sorvegliava l’emigrazione politica” ed Elena Parkhomenko stupisce con la scoperta di “Le spie del Pci nel Psi e nella concentrazione antifascista a Parigi”. L’intervento di Stefano Mensurati è indispensabile per svelare aspetti inediti nel dramma degli “Italiani di Crimea”, mentre Giovanni Di Girolamo spiega l’ecatombe de “I soldati dell’ARMIR nei campi di prigionia sovietici”; un argomento sul quale fino ad oggi le reticenze restano più forti è quello affrontato da Fiorenzo Reati in “La persecuzione del clero cattolico in URSS”. Infine, il monito di Anatoli Razumov che dà un nome, una ad una, alle vittime delle repressioni comuniste ne “Il cimitero Memorial ‘Levashovo’ di San Pietroburgo: proibito dimenticare”.

Il curatore

Francesco Bigazzi, giornalista e scrittore, è uno dei massimi esperti italiani dell’Europa dell’Est. È stato capo ufficio ANSA in Polonia e in Russia, corrispondente del quotidiano “Il Giorno” e del settimanale “Panorama” per la Russia e l’Europa dell’Est. Ha dedicato numerose pubblicazioni al tema del dissenso nell’Est, tra le quali ricordiamo le più recenti: Il viaggio di Falcone a Mosca, con Valentin Stepankov (Mondadori 2015); Il primo Gulag. Le isole Solowki (Pagliai Editore 2017); Guerra in Cecenia: diario del rapimento di Mauro Galligani (Pagliai Editore 2019); Il Dottor Zhivago: Il giallo letterario del Novecento (Pagliai Editore 2020); Berlinguer e il diavolo (Paesi Edizioni 2021) con Dario Fertilio.